Lupus in Fabula – Franco Tassi

7.00

La storia di come venne salvato il Lupo in Italia, raccontata da Franco Tassi.

Pag. 64

Descrizione

Il salvataggio del Lupo grazie all’Operazione San Francesco

Lupus in Fabula è il racconto della Lunga marcia del Lupo appenninico che, sull’orlo dell’estinzione negli anni Settanta, venne salvato grazie all’Operazione San Francesco. Questa campagna socio-ecologica integrata venne ideata dal Direttore storico del Parco Nazionale d’Abruzzo, Franco Tassi. In quest’opera l’Autore narra, ripercorrendone le tappe principali, l’avvincente storia di uno dei simboli più controversi della Natura selvaggia – il Lupo – svelando verità spesso taciute, e aprendo nuovi orizzonti all’Ecologia di Frontiera. Quella disciplina che, superando barriere e pregiudizi, mira a ristabilire un equilibrato rapporto tra Uomo e Natura.

Nell’opera Lupus in Fabula è poi inserita anche la raccolta di un ricco florilegio di aforismi, citazioni, proverbi e detti che hanno come protagonista il Lupo.

Franco Tassi, docente di ecologia, studioso, ricercatore, naturalista-manager e giornalista-scrittore, è un ambientalista noto in Italia e all’estero per le sue storiche battaglie in difesa della Natura. È attualmente responsabile del Centro Parchi Internazionale – Ente coordinatore di molti Gruppi attivi al seguito del Comitato Parchi Nazionali, vincitore dell’epica “sfida del 10%” per proteggere almeno un decimo del “Bel Paese” –, e del Centro Studi Ecologici Appenninici, che per primo ha promosso moderne ricerche sulla “grande fauna”, e avviato il Progetto Biodiversità.

Franco Tassi

ha operato per 33 anni sul “Fronte della Natura” come Direttore Soprintendente della più antica, importante e famosa Area protetta d’Italia: il Parco Nazionale d’Abruzzo. In questo Parco, assediato da ogni tipo di minaccia, ha ampliato la tutela del territorio. Ha portanto la sua estensione da 30mila a 50mila ettari, con una Fascia contigua di Protezione di 120mila ettari. Ha applicato per la prima volta la Zonazione. Ha bloccato la speculazione edilizia e ha disciplinato rigorosamente i tagli forestali. Ha lanciato l’Operazione Grande Albero, salvando dall’abbattimento oltre 10 milioni di grandi alberi. Ha promosso un ecoturismo avanzato, nel pieno rispetto degli usi e delle tradizioni locali. Ha inoltre creato numerosi Centri Visita e Aree faunistiche, favorendo l’occupazione giovanile e il volontariato di ogni provenienza; ha organizzato eventi di rilievo internazionale.

Nel campo della salvaguardia della fauna, ha salvato dall’estinzione l’Orso marsicano, il Lupo appenninico (raccontata in quest’opera Lupus in Fabula). Ha salvato anche il Camoscio d’Abruzzo, reintroducendolo con successo anche nei Parchi Nazionali della Maiella e del Gran Sasso. Ha ricostituito la presenza del Cervo e del Capriolo, favorendone la diffusione nell’Appennino. Ha scoperto l’esistenza della misteriosa Lince appenninica. Ha incoraggiato in ogni modo, in Italia e all’estero, la vera Conservazione della Natura. Con un chiaro indirizzo verso questa “missione”, e attraverso strategie innovative, ha trasformato il Parco in prezioso “esempio-pilota”. Il vero modello di riferimento che ha reso possibile la crescita dei Parchi in ogni parte d’Italia. Realizzando, a detta degli osservatori internazionali, “la missione impossibile. Quella assicurare la migliore conservazione dell’ecosistema, promuovendo anche, al tempo stesso, il benessere delle Comunità locali”.

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